Escursione notturna sui Monti Sibillini - Luna piena e Solstizio d'estate


 Anticipando il plenilunio e il solstizio d'estate, sabato notte ho preso parte ad un escursione notturna sui Monti Sibillini organizzata dall'Associazione Arkès di Polverigi.


Lo zaino è pronto per questo nuovo cammino: dentro c'è un kway, qualche snack, 1 litro d'acqua, un cambio, reflex, gopro, torcia, cappello, giacca a vento e pile.
Partiamo con un pullman granturismo da Polverigi verso le 22.00 e raggiungiamo Forca di Presta (1540 m s.l.m ) per l'1.00.
Appena scesi... giacca a vento, zaino in spalla e su in salita verso il Rifugio Zilioli (2238 m).
Il sentiero è ripido, il gruppo si divide un po' poiché ognuno, rispettando le esigenze del proprio fisico e del proprio allenamento, segue la guida con il suo passo ma dopo due ore tutti arriviamo al Rifugio, sotto un cielo illuminato da una splendida  luna piena!


















Lei 
Lei se ne sta lì tra le montagne, per illuminarci, per indicarci la strada e grazie a lei le torce rimangono dentro il nostro zaino. 
I Monti della Laga, il lontano Gran Sasso sembrano disegnati, riusciamo a vedere solamente il loro profilo che si delinea nel cielo ma nessuna foto rende giustizia a questo spettacolo!


Arriviamo al Rifugio Zilioli, una piccola casetta in pietra, che non offre praticamente nulla se non  una stanza riparata per potersi cambiare, dopo la grande sudata fatta, e una vista mozzafiato che vedremo solo con l'albeggiare del sole.



Per chi vuole si prosegue per il Monte Vettore (2476 m), il vento è gelido e forte, la vetta sembra essere vicina invece è distante circa 60 minuti (andata  e ritorno) dal rifugio; qualche nuvola cala sulla vetta più alta delle Marche, altre avanzano nelle cime sottostanti.


Lasciando il rifugio alle spalle si prosegue poi per il Lago di Pilato ( 1940 m): discendiamo senza seguire un sentiero preciso, in uno splendido prato di fiorellini colorati di ogni tipo, fino ad arrivare ad un canalone, qui iniziamo un po' a discendere aggrappandoci alle rocce. 


Bastano pochi passi e scorgiamo subito il famoso "lago con gli occhiali": per il momento avvolto da uno strato di nebbia ma ci penserà il vento a spazzarla via da lì a poco, così da riuscire a vedere il riflesso delle montagne nelle acque cristalline.

Questo lago è di una bellezza rara sia per la sua formazione glaciale insolita negli appennini, sia per l'esistenza unica al mondo del Chirocefalo del Marchesoni, un piccolo crostaceo di colore rosso: il famoso gamberetto!







Costeggiamo il lago dall'alto fino ad arrivare quasi a riva e mantenendoci sempre a dovuta distanza, sostiamo qui per qualche minuto per poi riprendere il sentiero verso Foce.

Discendiamo la valle del lago di Pilato fino a raggiungere le temute "Svolte", ovvero dei ripidi tornanti di ciottoli all'interno di un fitto bosco.

Questo tratto di sentiero mette a dura prova le nostre caviglie e le nostre ginocchia... forse non eravamo preparati ad affrontare questo o forse eravamo già tanto stanchi!

Attraversiamo il Piano della Gardosa, passiamo Fonte per poi arrivare al pullman che ci attende nella piazzetta di Foce di Montemonaco (945 m).



E' stata una delle escursioni più impegnative che abbia mai affrontato, tanto che se oggi ci ripenso non posso credere di avercela fatta!
I dolori muscolari passeranno, i ricordi di questa bellissima avventura saranno indimenticabili!


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