DORMIRE IN UN IGLOO DI VETRO - Il racconto della mia prima aurora boreale - Norvegia

Dormire in un igloo di vetro è un sogno per pochi? 
Assolutamente no! 
Può diventare realtà...

Vi racconto la mia fantastica notte con il naso all'insù al caldo sotto le luci dell'aurora boreale!



Il mio viaggio verso la Norvegia inizia con mettere in chiaro dentro la mia testolina un concetto fondamentale per sopravvivere a questa avventura, sarebbe bellissimo vedere l'aurora boreale, ma se questo non dovesse avvenire sarà stata comunque un'esperienza indimenticabile.
Quindi si parte con un bagaglio pieno di abbigliamento tecnico, zero aspettative e tanta curiosità nell'affrontare questa avventura a pochi passi dal Polo Nord.



Ho pensato che era l'occasione giusta per realizzare un piccolo sogno, togliermi uno sfizio di quelli che "ma quando ti ricapita?"
Per chi mi conosce, almeno un pochino,  sa bene che da sempre viaggio low cost, perché il mio motto è meno spendi più viaggi!
Ma ci sono quelle eccezioni, quelle occasioni da prendere al volo, irresistibili e saresti veramente stupida nel rimandare, e che per una volta: Yes, I Can!

Il sogno realizzato è quello di dormire una notte in un igloo di vetro.


Se digitate su Google "dormire in un Igloo di vetro", sicuramente vi verranno fuori quelli famosi della Finlandia o molti altri di lusso costruiti a doc per turisti in cerca di passare una notte sotto le stelle a qualsiasi prezzo.

Io oggi vi parlo invece di due igloo di vetro davvero speciali, gli Igloo Lyngen North si trovano a Rotsund nel Lyngenfjord, a 250 km di auto da Tromso, un posto da sogno circondato dalle Lyngen Alps, uno dei posti migliori per avvistare l'aurora boreale, uno dei posti che non vi dimenticherete mai.

L'igloo è di un ragazzo norvegese di nome Ola, gentile e disponibile nell'accoglienza e per dare indicazioni e suggerimenti al vostro soggiorno, oltre alle due strutture possiede anche un cottage e una bellissima casetta per ospitare fino a sei persone.


Grazie a Booking.com , sempre ottimo come punto riferimento nei miei viaggi, fermo la tariffa per una notte a 180 euro, ho prenotato ben due mesi prima per quella che sarà la nostra prima notte in terra norrena.  


Il bianco della neve è l'unico bagliore di luce che vediamo,  si perchè siamo a Dicembre e da Novembre a Gennaio, a causa dell'inclinazione dell'asse terrestre, il sole non sale mai sopra l'orrizonte e quindi è notte per tutto l'arco della giornata.

E' in corso il periodo più buio dell'anno, la magica notte polare!! 

I paesaggi che attraversiamo per arrivare al fiordo di Lyngen è davvero panoramica, il fiordo, la neve, le acque fredde del mare, il vento e le casette con le vetrate illuminate.

Sembra sempre Natale! 


Il navigatore non fa nessuna fatica a portarci a destinazione, e dopo una piccola discesa parcheggiamo la nostra auto proprio accanto all'igloo.
Piccolo, grazioso, confortevole, intimo tutte le carte in regola per passare una bellissima serata.
Grazie alla disponibilità di Ola, abbiamo fatto il check- in anticipato,  siamo arrivati prima del previsto! 
Abbiamo pagato con carta di credito direttamente nell'igloo, due chiacchiere per mostrarci il funzionamento del condizionatore, la cucina e la possibilità di andare a vedere nelle vicinanze una fortificazione della seconda guerra mondiale.



L'igloo è completamente di vetro, ovviamente il piccolo bagno con doccia e wc è oscurato, ma per il resto si vede benissimo tutto quello che ci circonda e ovviamente ci vedono tutti! 



 


La comodità di un piccolo angolo cottura con fornelli ad induzione, un bollitore (vitale quassù) piatti, stoviglie saranno la nostra salvezza per preparaci la cena:  una buona zuppa calda di farro per goderci in relax questa serata e risparmiare qualche soldino almeno sulla cena.

Un giro di esplorazione nei dintorni con torcia, passamontagna e slittino, un vento gelido e la notte buia...poco dopo optiamo per ritornare nella nostra bolla di vetro per rilassarci nelle comodissime poltrone reclinabili, leggere e bere un bicchiere di birra locale Mack!!


LA MIA PRIMA AURORA BOREALE 

Grazie al wifi disponibile in igloo, abbiamo scaricato le due applicazioni per la caccia all'aurora boreale: Norway Lights e My Aurora Forecast.
Le probabilità di vederla secondo l'app di Norway Lights sono pochine, il cielo è coperto, ma comunque c'era scritto: "Try"
Luci soffuse e occhio sempre vigile, davanti ad una zuppa fumante ecco spuntare l'aurora boreale.

Aurora Boreale - Lyngen North
Timida.
Leggera.
Silenziosa. 

Rimaniamo perplessi e increduli e come due bambini alla vista di Babbo Natale scappiamo dall'igloo in pigiama. 
Vento gelido.

Non so perchè poi siamo usciti...
Vogliamo toccare con mano questo spettacolo della natura.

Rientro a prendere la reflex e il giubbetto, il tempo di fare due foto e la batteria della reflex si esaurisce, maledetto freddo, ritorniamo dentro e continuamo a vederla danzare lentamente dal calduccio del nostro igloo.

L'aurora viene e va. 
Si nasconde e poi rincompare. 

L'indice KP è di 0.67, considerando che per essere una buona aurora boreale dovrebbe avere un indice pari a 4, praticamente abbiamo visto un accenno di aurora boreale.

Sono felice lo stesso.

Siamo felici.

Fotografarla è difficile, ma non è importante.

I ricordi e le sensazioni che ho provato valgono di più di mille fotografie. 
Le emozioni non si fotografano si vivono.

Questa è stata la mia prima aurora boreale.

                                                                  ***
La mattina seguente con un pochino di luminosità in più ci rendiamo conto di dove abbiamo dormito.
Vi lascio alla visione di questo video amatoriale che lascia spazio a qualsiasi descrizione o racconto.
 


TANTI AUGURI DIARIO! 5 ANNI DI NOI!



Tanti auguri Diario per questi 5 anni passati insieme!
Gli stessi anni di mio nipote, 5 anni sono un numero importante, è l'ultimo anno di asilo, la fretta di crescere è frenata dalle piccole responsabilità quotidiane! Si diventa sempre un po' più grandi ma si è ancora piccoli!

Il discorso vale anche per questo piccolo diario virtuale, tante progetti per la testa, che vengono frenati dai doveri della quotidinità.


Mi piace preparare questo post perchè il compleanno del mio blog cade proprio a Dicembre, in pratica è un tirare le somme e ricordare tutto quello che ho vissuto in questo 2017.


Rileggendo il post del 2016 ho tanta invidia per quello che provavo, si un bellissimo 2016 che mi ha sorpreso e stravolto...
Veramente passerà come un anno indimenticabile!

IL 2017 non è stato da meno, ho vissuto questo anno con la consapevolezza che i momenti belli non sono una costante.
Con fatica ma nello stesso tempo con gioia,  "l'Io" ha lasciato spazio al "Noi", è bello avere un progetto ma è più bello se condiviso insieme ad un'altra persona.

Se "RESILIENZA" è stata la parola del mio 2016, "ACCETTAZIONE" è la parola di questo 2017.




Accettare il cambiamento, accettare i difetti, accettare le critiche, accettare che non siamo supereroi, accettare le diversità, accettare il presente, accettare le lancette dell'orologio che avanzano e non aspettano...

Sono cresciuta ed il mio blog è cresciuto con me.
Sempre troppo poco tempo per lui, ma è qui, sempre pronto ad ascoltarmi!

I viaggi sono quelli che hanno scandito il mio anno. 
E per ogni mese nella mia testa sono legati dei ricordi e dei posti.

Gennaio Dopo 10 anni ho rimesso gli scii ai piedi, facendomi male e confermando la mia teoria che io e lo sport siamo due cose a sè stante! 
Strano vedere le cime non innevate, metereologicamente Gennaio come Luglio! 

Febbraio Brescia. Da un'amicizia virtuale può nascere un'amicizia sana e vera.


Marzo Sono ritornata a Santiago. Io amo quella città!
Ho finito quello che avevo iniziato l'anno precedente: un bellissimo cammino da Santiago fino alle Fine del Mondo, Finisterra. 


Aprile Qualche giorno in Toscana, trekking al Monte Amiata e relax alle Terme di San Filippo, un bellissimo regalo per il miei 32 anni!

Maggio Il viaggione, quello che prima o poi devi fare nella vita.
Un on the road indimenticabile tra le Isole Faroe e l'Islanda. 
Un sogno realizzato!


Giugno Il cammino colpisce ancora, pellegrinaggio Macerata Loreto a piedi. Esperienza sorprendente!
Dolomiti : trekking fino al Lago Antermoia! Mi sono superata!


Luglio e Agosto Mare Marchigiano, scoperta della Spiaggia del Baffo!

Settembre Il vino rende felici, e l'esperienza in prima linea sicuramente è  da ricordare: Mezzocorona e la Piana Rotaliana!

Ottobre Fabriano e dintorni, una bellissima esperienza a Campodonico, immersa nella pineta marchigiana.

Novembre Un viaggio del tutto particolare che mi ha portato dalla miopia (-5.50)  alla ripresa totale della mia vista (10/10) 

Dicembre Eccoci qui, Tromso Oslo e Copenaghen. 
Città che sotto il periodo natalizio sono veramente straordinarie. Esperienze uniche e paesaggi bianchi. 


Il 2017 è quasi terminato, dopo 5 anni Diario di una Viaggiatrice Superstar continua a vivere,  non so per quanto tempo ancora... forse mesi, forse anni o forse per sempre. 
A volte non mi sento all'altezza e ne prendo le distanze, poi  mi convinco che alla fine non devo essere all'altezza di nessuno. 
Lo so, passano  giorni e molto spesso non scrivo nulla...mannaggia alla poca costanza e alle mille cose da vivere!

Non scrivo.
A volte per fare un post ci metto un mese.
A volte sbaglio la grammatica.
A volte scrivo cose inutile per un blog di viaggi.
Mi spaventa quando qualcuno mi dice che sono una blogger.
Mi immobilizzo quando mi chiedono e parlano di followers e di numeri. 
Vado in paranoia per un commento negativo.
Mi affeziono a tutti e a tutto.

Va bene.

Sono così.

Lo accetto!


Auguri piccola parte virtuale di me! 

 
"L'accettazione è l'inizio ogni cambiamento, di ogni trasformazione, di ogni guarigione. Essa è indispensabile quando si sceglie di amare e aiutare. Se si desidera cambiare qualcosa di se stessi, della propria espressione, della propria personalità, il primo passo è accettare serenamente e con gioia ciò che si sceglie di cambiare. 
Il secondo passo è amare ciò che si desidera cambiare, perché vi è l'accettazione vera solo quando si ama incondizionatamente.
Se ti ami senza alcuna condizione, ti accetterai con serenità in ogni cosa, in ogni aspetto, accetterai tutto il tuo essere.
E tutto può accadere se prima scegli di continuare ad accettare totalmente, incondizionatamente, amorevolmente, ciò che vuoi cambiare, anche se esso non cambierà nonostante i tuoi sforzi e i tuoi tentativi...
L'accettazione è la base dell'amare, guarire, aiutare; è l'inizio di ogni cambiamento.
Essa ti porta a rispettare il tuo corpo e il tuo cuore, a rispettare i tempi necessari per i cambiamenti, le trasformazioni, le guarigioni..."

Tratto dal libro " Le Chiavi di Luce"

L' EREMO DEI FRATI BIANCHI - CUPRAMONTANA

 A pochi chilometri da Cupramontana, nascosto tra la natura, l'Eremo dei frati è un posto suggestivo e incantato,  incastonato sotto la montagne è stato costruito nella profonda gola naturale del corvo, ed è per questo motivo che viene chiamato Eremo delle Grotte.
Non facile da raggiungere ma nemmeno impossibile, prendete l'uscita Apiro - Mergo della SS76  e seguite le indicazioni per Eremo dei Frati Bianchi.


Superato un piccolo boschetto, voltate a sinistra e dopo un paio di chilometri arriverete al parcheggio, purtroppo ci sono solo quattro posti auto al di fuori della sbarra!
Proseguite a piedi costeggiando il corso del Fosso del Corvo per circa una ventina di minuti, il sentiero è dolcemente in salita.

La passeggiata sarà leggera e affascinante, ammaliati da un bosco verde e rigoglioso incontrerete arbusti altissimi che si innalzano verso il cielo aggrovigliandosi l'uno con l'altro, come per sorreggersi oppure per darsi forza. 

 

Il tempo sembra fermarsi e giunti alla fine del sentiero ecco spuntare in tutto il suo splendore l'antico eremo, con un po' di immaginazione facciamo un salto indietro nel passato, a quando questo posto così unico e impervio era abitato dai monaci benedettini e dai camaldolesi,  una vita fatta di rinunce e sacrifici lontano da tutti.
E mentre leggiamo la storia burrascosa di questo eremo, ci addentriamo nelle zone visitabili aperte al pubblico.


Possiamo vedere il chiostro da poco ristrutturato, le antiche grotte, la cantina, il lavatoio, il vecchio mulino.
I lavori di ristrutturazione hanno salvato e preservato dall'abbandono l'antica struttura, dando una seconda vita ad affreschi e rilievi.

Un posto prezioso vicino casa dove potersi connettere con la natura e vivere un'esperienza mistica!






FABRIANO E DINTORNI - Da Fabriano a Pioraco


Cosa vi viene in mente se vi dico Fabriano?

Forse la risposta è comune a tutti, Fabriano4, la mente torna indietro con gli anni a quando andavamo a scuola e ci portavamo dietro la cartellina 
per fare i disegni..c'erano ruvidi o lisci, diversi formati e tanta scelta.
Siamo nella città rinomata per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo e divenuta famoso in tutto il mondo. 

Andare a Fabriano e non visitare il Museo della Carta e della Filigrana è davvero un sacrilegio.
Il Museo si trova nell'ex Convento di San Domenico  ripercorrere la storia e vedere da vicino come si faceva la carta è davvero un'occasione unica, non marginale il centro storico dove si concentrano le maggiore attrazioni turistiche.


Il loggiato di San Franscesco, il Palazzo del Podestà con la fontana adiacente,  il Teatro Gentile, la maestosa Cattedrale di San Venanzio e la Chiesa di Santa Maria del Buon Gesù, una vera chicca gotica!!
Perdetevi tra i vicoli, costeggiate il fiume Giano, scopritene gli angoli e le chiese nascoste.

Non limitatevi alla città di Fabriano, scoprite e gustatevi il territorio.


ESPLORARE I DINTORNI di FABRIANO

A pochi chilometri da Fabriano, immersa in una delle rare pinete marchigiane potrete rilassarvi all'Hotel Pineta Country House di Campodonico, una struttura confortevole che vi farà conoscere il territorio sotto l'aspetto gastronomico e paesaggistico.


Gustatevi la cucina di questa zona davanti ad uno scoppiettante camino, piatti semplici e genuini, tipici della cultura marchigiana.  
Prodotti a km 0, come l'agnello di Campodonico, la zuppa di castagna con fagioli e porcini, la trippa, il tartufo e un ricco tagliere  di salumi nostrani.


Dal ristorante, che è anche un bellissimo hotel a tre stelle, partono numerosi sentieri, trekking di diversi livelli e per tutti, in meno di due ore si arriva Monte Gioco del Pallone (1227m) oppure se volete qualcosa di meno impegnativo esplorate la zona della Pineta di Campodonico.

Camminare in questa fitta pineta è un toccasana per il vostro apparato respiratorio, l'aria balsamica che sprigionano questi alberi è benefica per la nostra salute e per ricaricare le nostre energie.
Insomma, scegliete quello che fa più al caso vostro e partite!
Alla reception, per gli amanti delle camminate, potreste richiedere la mappa dei sentieri molto dettagliata e di facile comprensione; al contrario, se preferite rilassarvi, potreste farlo trovando il vostro angolo di pace nel parco intorno alla struttura... in estate la piscina aspetta solo voi!!

Una di queste passeggiate è quella che parte dall'hotel e arriva all'antica Abbazia di S. Biagio in Caprile, un tempo monastero dei benedettini, che si trova tra il torrente e la pineta.. uno di quei luoghi del silenzio che piacciono a me, dove regna la pace ed è inesistente l'inquinamento acustico. 

Magico!



Dalla terrazza panoramica dell'Hotel si intravede il piccolo borgo di Campodonico, il nome deriva dall'unione di due termini "Campus" e "Dominus", ovvero, proprietà dei soli abitanti. 
L'unica zona nel periodo medievale a non essere parte di un feudo.


Poco prima di arrivare a Campodonico, arroccato su di una roccia si trova il borgo di Belvedere, grazie alla sua posizione in passato vigilava dall'alto la strada che portava a Roma, purtroppo dopo il terremoto del 1997 il paese si è spopolato ed al momento abitato da poche persone.

Lasciamo il Comune di Fabriano e la Provincia di Ancona, in una manciata di chilometri siamo arrivati in terra umbra, una piccola deviazione in salita ed ecco il pittoresco borgo di Salmaregia.

Un antico castello di confine tra i Comuni di Fabriano e Nocera Umbra, domina la collina con la possente torre quadrata, eretto per il controllo della strada Clementina fu costruito a partire dal 996.

Riscendiamo e prendiamo la Strada Provinciale 361, ora siamo in provincia di Macerata, questo tratto è una boccata di aria fresca, scorci su colline verdi ed ogni tanto spuntano qua e là dei paesini ed eremi lontani dalla civiltà.
Scenari incontaminati rende bene l'idea di come la valle sia rimasta pura e vergine, fuori dai circuiti industriali e dal turismo di massa.





Spindoli, Castello ed infine Fiuminata, da qui parte una bellissima passeggiata lungo argine che potrete fare a piedi o in mountain bike fino alla graziosa Pioraco.


E' qui che si conclude il nostro giro, in questo paesino che offre paesaggi e scorci da cartolina.


N.B A Pioraco vi consiglio il sentiero  "Li Vurgacci", un percorso nella natura e nei retrovia della cartiera Milani, vi lascio con una foto che susciterà in voi moltissima curiosità tanto da organizzare subito una scampagnata!


PIANA ROTALIANA - Tra vino e panorami



In 30 anni ho preso moltissime volte la A22 direzione Ora per salire in Val di Fassa, meta della mia infanzia, San Michele all'Adige-Mezzocorona era solo un'uscita dell'autostrada, a pochi chilometri da Trento, riconoscibile dalla quantità di vigneti che copriva l'intera valle.
Sono stata sempre attratta da questa zona, perchè sin da piccola collocavo  i paesaggi a quanto mancava all'inizio della mia vacanza: dopo il crocevia di Bologna si vedevono "spuntare"le pale eoliche di Affi, i vigneti di Mezzocorona, i meleti di Ora, la Val di Fiemme ed infine la Val di Fassa.
Dopo tutti questi anni era arrivato il momento di fermarsi e vedere da vicino questi posti che scorrevano fuori dal vetro del mio finestrino, una piccola deviazione, uscire dalla solita strada!
Ed uscire dalla solita strada oltre che stimolante, a volte, porta delle piacevoli sorprese, come in questo caso lo è stato per noi.

MEZZOCORONA - SAN MICHELE ALL'ADIGE - FAEDO


Considerato "il più bel giardino vitato d'Europa", Mezzocorona si trova nella verde Piana Rotaliana, una pianura alluvionale tra il fiume Adige e il torrente Noce.
Una delle prime cose da fare in assoluto è capire dove siamo geocalizzati, e per questo bisogna salire in alto sul Monte Mezzocorona che domina la valle.
620 metri in tre minuti, stiamo parlando del tempo che impiega la funivia per arrivare in cima al monte; da quassù è possibile godersi una bellissima vista su di una terrazza panoramica oppure incamminarsi e intraprendere uno dei tantissimi sentieri.
Dalla terrazza si può ammirare tutta la valle dell'Adige con l'estesa Piana Rotaliana, non mancano i rifugi e le baite per rilassarsi e godersi la pace  lontano dalle auto e dai rumori.


Il Monte Mezzocorona è raggiungibile anche a piedi, dalla stazione della funivia si prende le indicazioni per il sentiero num. 500 segnalato come livello di difficoltà EE, quindi mi raccomando prudenza e attrezzatura adeguata.
Con una camminata di circa 20 minuti, si raggiunge la grotta di Lourdes di Mezzocorona dove si trova la grotta della Madonna.

Dopo questa escursione in alta quota, andiamo a fare un giro per il centro e veniamo subito attratti dalla bellissima Chiesa  dedicata a Santa Maria Assunta.


A pochi chilometri di distanza, tra i fitti vigneti incontriamo il Castello di Monreale nel comune di Faedo e il paese di San Michele all'Adige, dove spicca l'antico convento agostiniano che ospita il celebre Museo degli usi e costumi della gente trentina, un salto nella storia della cultura trentina.





*** 


L'ESPERIENZA DI VENDEMMIAMO 
 CANTINA ENDRIZZI


 

Come detto in precedenza Mezzocorona è la città del vino, è proprio in questa zona che nasce il vino più buono del Trentino: il Teroldego Rotaliano. 

Grazie all'iniziativa VendemmiAmo,  nata dalla collaborazione tra il Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg e le più importanti cantine vinicole, abbiamo avuto la possibilità di partecipare a questa esperienza interessante e divertente.

 


Ospiti della Cantina Endrizzi, nella località di Masetto 2, abbiamo conosciuto una realtà di una cantina familiare, giovane e sostenibile che lavora con passione e amore di generazione in generazione.

Oltre alla passione ovviamente, non deve mancare l'affiatamento e lo studio dei prodotti ma sopratutto credere nel territorio e negli uomini che ci lavorano.







La vista del vigneto si perde tra le colline, Andrea, responsabile della comunicazione, ci accompagna in questa passeggiata raccontandoci la storia della famiglia Endricci che risale sin dal 1885, l'etica dell'azienda e il loro metodo di lavorazione.




Dopo un giro nei sotterranei della cantina, con la supervisione di Tiziana andiamo direttamente sul campo e contribuiamo a quella che sarà la produzione 2017 del Gran Masetto, un rosso importante ed esclusivo.

 












Ciascun filare è preceduto da piante, erbe e fiori che ricordano i profumi che caratterizzano gli aromi primari di ogni tipo di uva e che poi si ritrovano nel vino. 



La giornata si conclude con una degustazione di vini e prodotti tipici nell'enoteca della cantina, e nello shop oltre all'acquisto di vini che faremo assaggiare ai nostri familiari, abbiamo preso un cestino da pic-nic con due calici di vino e i tipici schüttelbrot per goderci ulteriormente questo bellissimo posto e gli ultimi raggi di sole di questo autunno.

Dalla vigna al calice, passando per la cantina e per tutte le fasi di lavorazione, questo è VENDEMMIAMO.