Respirart : la natura diventa un' opera d'arte




Ci troviamo in Trentino, nella bellissima Val di Fiemme, proprio qui tra le cime di Pampeago a quota 2000 -2200 metri è stato costruito uno dei parchi d'arte più alti del mondo.
Un percorso ad anello di tre chilometri tra salite e discese, vi condurrà in un tour tra le opere d'arte di questo museo a cielo aperto, le potrete vedere da vicino ma soprattutto avrete la possibilità di interagire con la natura, protagonista indiscussa, vedendola in continuo mutamento ad ogni passo che farete.

Cambierà tutto intorno a voi se vi lascerete trasportare...

Ascoltate il rumore silenzioso della natura, giocate con i strumenti che le installazioni artistiche vi mettono a disposizione, usate l'immaginazione e l'arte del pensiero, solo così volerete fin sopra le guglie del massiccio del Latemar. 



Le opere sono state create da artisti di fama internazionale, è possibile ammirarne 16:

1 Teatro del Latemar / Theatre of Latemar, Marco Nones (2012) – Italy

2 Intrecci / Weavings, Gruppo di Nuova Casa Serena – Anffas Trentino Onlus (2016)


3 L’arte è un mistero con le ali di farfalla / Art is a mystery with butterfly’s wings (cit. Alda Merini), Marco Nones (2011) – Italy

4 Messa a fuoco sul Latemar / Focus on Latemar, Marco Nones (remake 2015) – Italy



5 C’era una volta il mare / Once upon a time the sea, Giampaolo Osele (2016) – Italy

6 Guardiano di emozioni / Guardian of emotions, Giampaolo Osele (2013) – Italy

7 Harmonia, Dorota Koziara (2016) – Poland

8 Siamo tutti connessi / We are all connected, Gordon Dick (2014) – Canada

9 Ouverture, Aldo Pallaro (2015) – Italy

10 Valanga di bolle di pensieri / Avalanche of thoughts, Thorsten Schütt (2012) – Germany


11 Vedo non vedo / To see or not to see, Luca Prosser (2016) – Italy 

12 Guerriero di pace delle Dolomiti / Peaceful Dolomites Warrior, Thorsten Schütt (2016) – Germany 

13 Natura Viva / Living nature, Mauro Lampo Olivotto (2012) – Italy 

14 Giardino di Danae / Danae’s Garden, Hidetoshi Nagasawa (2013) – Japan 

15 Mind’s Eye, Olga Ziemska (2015) – Ohio 

16 Totem, Sandro Scalet (2014) – Italy 



Oltre ad essere un parco d'arte davvero interessante e stimolante per grandi e piccini, da quassù si gode di un panorama mozzafiato. 

Facilmente raggiungibile dal parcheggio di Pampeago prendendo la seggiovia Agnello oppure dal parcheggio della seggiovia La Tresca si cammina per 30 minuti in salita verso Baita Cesarina. 

L'ingresso al parco è gratuito e per far sì che continui ad esserlo, rispettiamo l'ambiente e le opere stesse. 


Per maggiori informazioni visitate il sito di RespirArt





Nel magico mondo della SCARZUOLA


Ci troviamo tra le colline umbre, nel comune di Montegabbione in provincia di Terni, nella frazione  di Montegiove, siamo nel bel mezzo delle campagne, e prendendo delle stradine disconnesse e sterrate arriviamo finalmente a destinazione, ovvero nel magico mondo della Scarzuola.


Difficile scrivere e descrivere la Scarzuola, perché tutto sarebbe minimizzato, non è un museo, quindi non vi aspettate la visita standard delle opere che troverete, io in questo post mi limiterò a farvi conoscere questo posto mediante le mie emozioni, le mie impressioni e alcune foto scattate.

La Scarzuola è un viaggio interiore, non è possibile spiegarlo, ognuno di noi gli da un significato diverso.

Il posto è semplicemente surreale, e lo è di più la guida Marco, nonché erede e proprietario di questo patrimonio.
Anche se di primo impatto vi sembrerà un "matto" come lui stesso ama definirsi, renderà ancora più intrigante la vostra visita, ponendovi di fronte a delle domande sul senso della nostra esistenza, interagendo con voi, provocandovi con il suo modo diretto e strampalato di dire le cose, a volte devastante.. ma vi aprirà gli occhi sulla vita di oggi, dove l'apparenza e gli schemi sono alla base della nostra educazione.


Ma facciamo un salto indietro...

Questo bellissimo giardino nasce attorno al convento francescano fondato da S. Francesco d'Assisi nel 1218, il quale costruì la sua capanna con una pianta palustre: la scarza.
Nel 1956 il complesso conventuale venne acquistato e restaurato dall'architetto milanese Tommaso Buzzi che progettò ed edificò tra il 1958 e il 1978 a fianco del convento la sua Città Ideale, concepita a macchina teatrale.
Infatti, la città Buzziana comprende un insieme di 7 teatri, raggiungendo il suo culmine con l'Acropoli dove si sovrappongono diversi edifici incastrati tra loro.
Il sogno di Buzzi è qualcosa di ancora inspiegabile, incompleto, a libera immaginazione, e come dice Marco per entrare qui dentro bisogna riprogrammarsi.
Un giro antiorario in questo labirinto di sculture pazze, di scale, anfiteatri e piccoli laghetti vi stupirà, un posto magico, avvolto dal suo misterioso significato.

Ma cosa voleva rappresentare Buzzi? 

Di preciso non si sa. 

Facciamo volare il nostro pensiero.

La Scarzuola era un suo sogno, un progetto, e quello che sappiamo è che prima di entrare in questo parco l'architetto lasciava fuori dal cancello giacca e la cravatta e si metteva a nudo come un bambino.

Perché qui in questo posto magico voleva sentirsi così...nudo!


La prospettiva, la geometria, i significati nascosti, la magia che regna nell'aria, i teatri nei teatri, la donna, la vita, la morte, l'essere umano, il verde brillante, il sole, l'uva, il presente.

E' un viaggio esoterico forse mistico..

E' un'esperienza di vita indimenticabile. 

Se accettate di venire qui, accettate di aprire la vostra mente ed accettate il cambiamento.
Non fatevi condizionare dai commenti negativi che trovate in giro sul web sulla guida:andate e provate questa esperienza a cuore aperto!

Non aggiungo altre parole, per capire bisogna solo andare e immergersi nel fantastico mondo della Scarzuola.


Per visitare la Scarzuola è indispensabile prenotare con molto anticipo.
Telefonate al 0763 837463 o meglio ancora mandate la vostra richiesta di prenotazione via email  info@lascarzuola.com 

Le visite avvengono tutto l'anno su prenotazione, generalmente il sabato e la domenica, durano un paio d'ore e il costo del biglietto è di circa 10 euro.

Per saperne di più visitate il sito www.lascarzuola.com e buon viaggio!!!


Il mio tour fotografico: 


























ISLANDA : il giro dei campeggi in 6 giorni


Alloggiare in Islanda? Questione annosa. 
Le strutture costano tanto per la scarsa disponibilità e si trovano sparse qua e là, a volte anche fuori mano dal vostro itinerario, le farm e le guesthouse sono un'alternativa ma non pensiate che il costo diminuisca più di tanto.. anzi, in alcuni casi una bella fattoria con l'orto biologico ed una pozza di acqua calda geotermale vi rimetterà in sesto sicuramente lo spirito..ma non di certo le finanze. 

I campeggi sono quelli che costano meno, intorno ai 10-20 euro a persona per il vostro posto camper o tenda.

Tra le poche opzioni a disposizione, e volendo comunque risparmiare, ci siamo affidati alla soluzione 'mini-camper' e ci è piaciuto un sacco! 



Pratico, funzionale e divertente.. la nostra casa mobile. 
Con il wi-fi ed il GPS una garanzia anche quando le speranze di uscire vivi dalle tormente di neve potevano sembrare ridotte! 
L'abitabilità era sufficiente per due persone e con un po di abilità ad incastrare le cose, di spazio ne avrete più che a sufficienza, l'importante è adattarsi e sapersi organizzare.  
Ci sono molte aziende che noleggiano questi piccoli camper, noi abbiamo optato per un Nissan NV200, nel caso in cui voleste capire le dimensioni del mezzo, ma maggiori informazioni ve le daremo nei prossimi post! 

Qualsiasi tipologia di alloggio decidiate vi sia congeniale, prenotate con largo anticipo. 
Le strutture sono DAVVERO poche per il numero di persone che stanno iniziando a prendere d'assalto l'Islanda. 
Lo stesso discorso vale per i campeggi, qualora andiate in alta stagione dategli un colpo di telefono, non dovrete nemmeno parlare islandese, l'inglese sarà sufficiente. 

Se l'idea di dormire nei campeggi vi incuriosisce, seguite questo tour tra i 6 campeggi sparsi lungo la Ring Road, tutti testati da noi durante il mese di maggio 2017!


Day 1Camping Hamragarðar
Day 2 : Camping Kirkjubae II – Kirkjubæjarklaustur
Day 3 :Camping Hótel Framtíð– Djúpivogur
Day 4 : Camping Hlíð - Hraunbrú, 660 Mývatn
Day 5 : Camping Fosshóll - Goðafoss 
Day 6 : Camping Hverinn – Kleppjárnsreykir


Camping Hamragarðar

Questo campeggio si trova in una posizione fantastica, ottimo per ammirare il tramonto sull'oceano e se siete fortunati anche vedere l'aurora boreale. 

E' inevitabile fare una piccola deviazione dalla Hringvegur per fermarsi e vedere la cascata di Seljalandsfoss e la cascata di Gljúfurárfoss, quest'ultima si può accedere direttamente dal campeggio. 
Dormire a pochi passi dalla cascata è un'esperienza unica, potrete parcheggiare il vostro minivan o piantare la vostra tenda dove vorrete, attenzione che i posti a disposizione sono pochi e alle 19.00 circa si riempe subito.
Il piccolo chiosco che funge da reception dispone di un piccolo bar, servizi igienici, lavanderia e cucina in comune. 
Nella parte alta del campeggio troverete un altro stabilimento dedicato ai servizi igienici uomo e donne, con le docce esclusivamente a pagamento! 
Devo essere sincera: questo campeggio non spicca per i suoi servizi, ma la location vince su tutto!

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stato di 2.750 lkr.




Camping Kirkjubae II – Kirkjubæjarklaustur

Questo campeggio a due passi dal centro del villaggio è un oasi felice e umida, con dei servizi igienici puliti e riscaldati, davvero impeccabili, doccia a pagamento 7 minuti 300 lkr (3 monete da 100).  
Lavandini anche fuori e  per chi è stufo della tenda e del camper c'è la possibilità di dormire all'interno di piccoli bungalow. 
Pagamento solo in contanti, il custode non aveva ancora attivato il servizio bancomat, cordialità e pulizia garantiti.
Tutti i campeggi dovrebbero essere così!

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stata di 2.600 lkr




Camping Hótel Framtíð– Djúpivogur

Per fare il check-in presentatevi presso la reception dell' hotel Framtíð, i proprietari gestiscono sia l'elegantissimo Hotel che il campeggio.
Cucina in comune fornita di bollitore, fornelli, forno e lavandino, nessuna stoviglie nel caso vi servisse.

La struttura offre anche un comodo salottino appartato adiacente alla sala da pranzo con la possibilità di connettersi al wifi, (ovviamente a pagamento), una piccola lavanderia a gettoni con lavatrice e asciugatrice, necessario il sapone liquido non presente in loco.
Servizi igienici caldi e puliti, cabina doccia a pagamento 300 lkr. 
Quando vi sveglierete vi auguro di cuore di svegliarvi come ci siamo svegliati noi, con uno spettacolo di panorama sul fiordo.

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stata di 3.000 lkr.



Camping Hlíð - Hraunbrú, 660 Mývatn

Questo campeggio gode di una posizione bellissima sul lago Myvatn,  ed è uno dei pochi campeggi esistenti ed economici da quelle parti.
Si campeggia vicino all'ostello, dove a causa di un guasto dei servizi igienici è stato il nostro punto di riferimento. 
Non posso dare un giudizio complessivo a questo campeggio perché era in fase provvisoria, quindi fatemi sapere voi come vi siete trovati a lavori finiti. 

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stata di 3.200 lkr.



Camping Fosshóll - Goðafoss 

Campeggio situato vicino alla cascata degli dei Godafoss, punto strategico per vedere la maestosa cascata, addirittura tramite un camminamento è possibile raggiungerla a piedi. 
Il campeggio si trova a pochi passi da un distributore di benzina, da un piccolo caffè e da un punto informativo.  
Pagate direttamente alla reception dell’hotel Fossholl, il wifi è gratuito basta chiedere la password ai gestori, i servizi igienici sono misti uomo/donna e riscaldati, peccato la porta completamente inesistente che fa disperdere il calore. 
Le docce sono due e non sono a pagamento, ottimo!!

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stata di 3.000 lkr.




Camping Hverinn – Kleppjárnsreykir

Ci siamo fermati qui dopo aver preso diversi “NO” sia dal campeggio Fossatùn che dal campeggio Hùsafell, quest’ultimo non aperto acnora per la stagione estiva. 
Ritornavamo dopo aver visto le cascate di Hraunfossar e Barnafoss e abbiamo notato questo campeggio solo per la presenza di altre camper, era sera tardi e ci siamo fermati qui, provati dalla giornata meteorologicamente instabile. 
Posizionati qui, abbiamo usufruito dei servizi igienici totalmente gratuiti. 
Il giorno dopo appena svegli abbiamo pagato la nostra piazzola presso il ristorante e minimarket dietro al campeggio, il signore era proprio gentile e molto accogliente. 
Abbiamo fatto un'abbondante colazione e siamo ripartiti!

La spesa totale (per due persone) per la piazzola del nostro van è stata di 3.000 lkr.





Per ora è tutto..buon viaggio on the road in Islanda!


MONTE PIETRALATA - Sentiero 446 - QUANDO LA NATURA DIPINGE

E’ ufficialmente iniziata la stagione delle passeggiate e dei trekking , con queste belle giornate di sole oggi vi porto nell’entroterra pesarese,  vicino ad Acqualagna, capitale del tartufo,  siamo a pochi passi dal suggestivo scenario della Gola del Furlo.
Il nostro sentiero non è stato pianificato prima, ne consultato su cartine e mappe,  ma ci è stato suggerito da una signora del posto che abbiamo conosciuto la mattina stessa nel centro storico di Acqualagna mentre facevamo colazione.
Il sentiero che intraprenderemo ci porterà in vetta e per arrivarci ci sono diversi punti di partenza:  dal paese di Sperlonga Bassa, oppure arrivando in auto fino al Santuario della Pelinga, o come noi, che avevamo poco tempo a disposizione, dal Chiosco delle Aquile di Pietralata, ma attenzione non c’è un parcheggio ben definito!!


Siamo a 545 metri d’altezza, il nostro sentiero parte da quello rimane del borgo di Pietralata e da una mappa dove ci indica che il sentiero da seguire è il 446, e per arrivare dobbiamo prendere lo sterrato  sulla nostra destra e proseguire per circa 1 ora e 40 minuti.


Costeggiamo la montagna rocciosa e sbirciando tra i rami possiamo già intravedere lo scorcio della vallata sottostante.
Manteniamo la destra quando il sentiero sembra dividersi, superiamo la sbarra e prendiamo per buona l’indicazione dell’unico cartello GOLA DEL FURLO.



A dire la verità siamo perplessi e indecisi, forse dovevamo proseguire nell’altro sentiero, ma comunque siamo aperti a qualsiasi cambio programma.
Sentiamo un rumore di foglie, forse una lucertola, forse no, eccolo che velocissimo ci attraversa uno scoiattolo impaurito che si arrampica e si rifugia in uno dei tanti alberi del bosco.
Curiosi di trovare indicazioni arriviamo per l’appunto ad un altro bivio, a questo punto lasciamo la strada principale che prosegue poi per il paese di Sperlonga Bassa e ci addentriamo in un piccolo e stretto sentiero di sassi, mancano ancora 0.40 minuti.




Entriamo dentro al bosco e da qui il sentiero inizia a salire in maniera costante, tra una fitta lecceta  e un intenso profumo di sottobosco continuiamo il nostro trekking.


Ci riposiamo qualche secondo in un grosso spiazzo al sole, proprio davanti alla segnaletica del sentiero , le frecce ci indicano che si può proseguire per il Monte Pietralata con il sentiero 446 oppure per il Rifugio Furlo.

Seguiamo il 446 verso sinistra e iniziamo a salire bruscamente, la vegetazione si fa sempre più bassa e dopo diverse curve e ripide, il sentiero si restringe fino ad arrivare nella vasta distesa del Monte di Pietralata. 


Finalmente arrivati!


Qui il panorama è fantastico, vediamo tutto le vette intorno a noi dalla dorsale appenninica con le vette del Cucco, del Catria, del Petrano e del Nerone, per poi spostarci a nord-ovest con i sassi Simone e Simoncello, il Carpegna e Montecopiolo, fino alla prorompente rocca di San Marino.

Oltre al panorama che ci affascina, a lasciarsi senza parole è la presenza di 1 no 2,  no 3,  di una mandria di cavalli selvatici, saranno almeno una trentina.




Io sinceramente non ho mai visto cavalli senza padrone, senza un recinto, liberi e non sorvegliati,  quindi la curiosità mi ha portato a documentarmi e tra gli articoli sul web sono riuscita a scoprire che sono ex-cavalli da lavoro, cavalli da traino in pensione diciamo. Si dice che il proprietario li abbia abbandonati sui monti marchigiani, e che in corso ci sia un contenzioso tra la comunità montana e l’ex allevatore. Mi allontano da questo discorso che sembra essere complicato e delicato, chiedendomi come dei cavalli si possano difendere dall’inverno e dai lupi che frequentano le montagne.



Silenzio

Pace

Tranquillità

Spazio indefinito

La sensazione che il tempo si sia fermato.


Ci sentivamo di troppo, come degli spettatori invadenti, come degli intrusi dentro un quadro..
Di solito nei dipinti di un tempo i cavalli selvatici venivano rappresentati in galoppo, coinvolti nelle battaglie, imbizzarriti, ripresi in movimento per esaltare la bravura del pittore e per ritrarre la bellezza e l’istinto ingovernabile dell’animale.



La natura invece ha voluto regalarci attimi di pace.

La natura quando dipinge lascia tutti senza fiato e senza critiche.




La natura oggi per noi ha dipinto un quadro senza precedenti, i protagonisti sono i cavalli selvatici, tranquilli e docili in perfetta armonia con l’ambiente intorno, i colori della tavolozza intensi e che cambiano in base alla luce del sole che va e viene dietro le nuvole.



Bastano pochi secondi e i colori del quadro si trasformano e si mescolano, le nuvole diventano sempre più scure minacciando un acquazzone, il verde invece si accende sempre di più con gli ultimi raggi di sole, dovrebbe piovere a momenti..ma noi proseguiamo ancora dritti, non siamo sazi di questa di questo spettacolo che fa bene all’anima.
Un piede dietro l’altro senza far rumore, con la mia reflex sono riuscita a fare degli scatti qua e là, ci spingiamo più avanti e rimaniamo ancora di più stupiti dalla vista che ci si apre di fronte.


Tutta la costa davanti a noi,  le colline e l’azzurro del mare e la sagoma del Monte Conero in lontananza: il Paradiso.

Dopo un fugace pic-nic ripartiamo verso la macchina, siamo soddisfatti di questa escursione decisa all’ultimo minuto e di non aver preso nemmeno la pioggia!