L' EREMO DEI FRATI BIANCHI - CUPRAMONTANA

 A pochi chilometri da Cupramontana, nascosto tra la natura, l'Eremo dei frati è un posto suggestivo e incantato,  incastonato sotto la montagne è stato costruito nella profonda gola naturale del corvo, ed è per questo motivo che viene chiamato Eremo delle Grotte.
Non facile da raggiungere ma nemmeno impossibile, prendete l'uscita Apiro - Mergo della SS76  e seguite le indicazioni per Eremo dei Frati Bianchi.


Superato un piccolo boschetto, voltate a sinistra e dopo un paio di chilometri arriverete al parcheggio, purtroppo ci sono solo quattro posti auto al di fuori della sbarra!
Proseguite a piedi costeggiando il corso del Fosso del Corvo per circa una ventina di minuti, il sentiero è dolcemente in salita.

La passeggiata sarà leggera e affascinante, ammaliati da un bosco verde e rigoglioso incontrerete arbusti altissimi che si innalzano verso il cielo aggrovigliandosi l'uno con l'altro, come per sorreggersi oppure per darsi forza. 

 

Il tempo sembra fermarsi e giunti alla fine del sentiero ecco spuntare in tutto il suo splendore l'antico eremo, con un po' di immaginazione facciamo un salto indietro nel passato, a quando questo posto così unico e impervio era abitato dai monaci benedettini e dai camaldolesi,  una vita fatta di rinunce e sacrifici lontano da tutti.
E mentre leggiamo la storia burrascosa di questo eremo, ci addentriamo nelle zone visitabili aperte al pubblico.


Possiamo vedere il chiostro da poco ristrutturato, le antiche grotte, la cantina, il lavatoio, il vecchio mulino.
I lavori di ristrutturazione hanno salvato e preservato dall'abbandono l'antica struttura, dando una seconda vita ad affreschi e rilievi.

Un posto prezioso vicino casa dove potersi connettere con la natura e vivere un'esperienza mistica!






FABRIANO E DINTORNI - Da Fabriano a Pioraco


Cosa vi viene in mente se vi dico Fabriano?

Forse la risposta è comune a tutti, Fabriano4, la mente torna indietro con gli anni a quando andavamo a scuola e ci portavamo dietro la cartellina 
per fare i disegni..c'erano ruvidi o lisci, diversi formati e tanta scelta.
Siamo nella città rinomata per la produzione della carta e per la filigranatura dei fogli, invenzione introdotta dai mastri cartai fabrianesi nella seconda metà del XIII secolo e divenuta famoso in tutto il mondo. 

Andare a Fabriano e non visitare il Museo della Carta e della Filigrana è davvero un sacrilegio.
Il Museo si trova nell'ex Convento di San Domenico  ripercorrere la storia e vedere da vicino come si faceva la carta è davvero un'occasione unica, non marginale il centro storico dove si concentrano le maggiore attrazioni turistiche.


Il loggiato di San Franscesco, il Palazzo del Podestà con la fontana adiacente,  il Teatro Gentile, la maestosa Cattedrale di San Venanzio e la Chiesa di Santa Maria del Buon Gesù, una vera chicca gotica!!
Perdetevi tra i vicoli, costeggiate il fiume Giano, scopritene gli angoli e le chiese nascoste.

Non limitatevi alla città di Fabriano, scoprite e gustatevi il territorio.


ESPLORARE I DINTORNI di FABRIANO

A pochi chilometri da Fabriano, immersa in una delle rare pinete marchigiane potrete rilassarvi all'Hotel Pineta Country House di Campodonico, una struttura confortevole che vi farà conoscere il territorio sotto l'aspetto gastronomico e paesaggistico.


Gustatevi la cucina di questa zona davanti ad uno scoppiettante camino, piatti semplici e genuini, tipici della cultura marchigiana.  
Prodotti a km 0, come l'agnello di Campodonico, la zuppa di castagna con fagioli e porcini, la trippa, il tartufo e un ricco tagliere  di salumi nostrani.


Dal ristorante, che è anche un bellissimo hotel a tre stelle, partono numerosi sentieri, trekking di diversi livelli e per tutti, in meno di due ore si arriva Monte Gioco del Pallone (1227m) oppure se volete qualcosa di meno impegnativo esplorate la zona della Pineta di Campodonico.

Camminare in questa fitta pineta è un toccasana per il vostro apparato respiratorio, l'aria balsamica che sprigionano questi alberi è benefica per la nostra salute e per ricaricare le nostre energie.
Insomma, scegliete quello che fa più al caso vostro e partite!
Alla reception, per gli amanti delle camminate, potreste richiedere la mappa dei sentieri molto dettagliata e di facile comprensione; al contrario, se preferite rilassarvi, potreste farlo trovando il vostro angolo di pace nel parco intorno alla struttura... in estate la piscina aspetta solo voi!!

Una di queste passeggiate è quella che parte dall'hotel e arriva all'antica Abbazia di S. Biagio in Caprile, un tempo monastero dei benedettini, che si trova tra il torrente e la pineta.. uno di quei luoghi del silenzio che piacciono a me, dove regna la pace ed è inesistente l'inquinamento acustico. 

Magico!



Dalla terrazza panoramica dell'Hotel si intravede il piccolo borgo di Campodonico, il nome deriva dall'unione di due termini "Campus" e "Dominus", ovvero, proprietà dei soli abitanti. 
L'unica zona nel periodo medievale a non essere parte di un feudo.


Poco prima di arrivare a Campodonico, arroccato su di una roccia si trova il borgo di Belvedere, grazie alla sua posizione in passato vigilava dall'alto la strada che portava a Roma, purtroppo dopo il terremoto del 1997 il paese si è spopolato ed al momento abitato da poche persone.

Lasciamo il Comune di Fabriano e la Provincia di Ancona, in una manciata di chilometri siamo arrivati in terra umbra, una piccola deviazione in salita ed ecco il pittoresco borgo di Salmaregia.

Un antico castello di confine tra i Comuni di Fabriano e Nocera Umbra, domina la collina con la possente torre quadrata, eretto per il controllo della strada Clementina fu costruito a partire dal 996.

Riscendiamo e prendiamo la Strada Provinciale 361, ora siamo in provincia di Macerata, questo tratto è una boccata di aria fresca, scorci su colline verdi ed ogni tanto spuntano qua e là dei paesini ed eremi lontani dalla civiltà.
Scenari incontaminati rende bene l'idea di come la valle sia rimasta pura e vergine, fuori dai circuiti industriali e dal turismo di massa.





Spindoli, Castello ed infine Fiuminata, da qui parte una bellissima passeggiata lungo argine che potrete fare a piedi o in mountain bike fino alla graziosa Pioraco.


E' qui che si conclude il nostro giro, in questo paesino che offre paesaggi e scorci da cartolina.


N.B A Pioraco vi consiglio il sentiero  "Li Vurgacci", un percorso nella natura e nei retrovia della cartiera Milani, vi lascio con una foto che susciterà in voi moltissima curiosità tanto da organizzare subito una scampagnata!


PIANA ROTALIANA - Tra vino e panorami



In 30 anni ho preso moltissime volte la A22 direzione Ora per salire in Val di Fassa, meta della mia infanzia, San Michele all'Adige-Mezzocorona era solo un'uscita dell'autostrada, a pochi chilometri da Trento, riconoscibile dalla quantità di vigneti che copriva l'intera valle.
Sono stata sempre attratta da questa zona, perchè sin da piccola collocavo  i paesaggi a quanto mancava all'inizio della mia vacanza: dopo il crocevia di Bologna si vedevono "spuntare"le pale eoliche di Affi, i vigneti di Mezzocorona, i meleti di Ora, la Val di Fiemme ed infine la Val di Fassa.
Dopo tutti questi anni era arrivato il momento di fermarsi e vedere da vicino questi posti che scorrevano fuori dal vetro del mio finestrino, una piccola deviazione, uscire dalla solita strada!
Ed uscire dalla solita strada oltre che stimolante, a volte, porta delle piacevoli sorprese, come in questo caso lo è stato per noi.

MEZZOCORONA - SAN MICHELE ALL'ADIGE - FAEDO


Considerato "il più bel giardino vitato d'Europa", Mezzocorona si trova nella verde Piana Rotaliana, una pianura alluvionale tra il fiume Adige e il torrente Noce.
Una delle prime cose da fare in assoluto è capire dove siamo geocalizzati, e per questo bisogna salire in alto sul Monte Mezzocorona che domina la valle.
620 metri in tre minuti, stiamo parlando del tempo che impiega la funivia per arrivare in cima al monte; da quassù è possibile godersi una bellissima vista su di una terrazza panoramica oppure incamminarsi e intraprendere uno dei tantissimi sentieri.
Dalla terrazza si può ammirare tutta la valle dell'Adige con l'estesa Piana Rotaliana, non mancano i rifugi e le baite per rilassarsi e godersi la pace  lontano dalle auto e dai rumori.


Il Monte Mezzocorona è raggiungibile anche a piedi, dalla stazione della funivia si prende le indicazioni per il sentiero num. 500 segnalato come livello di difficoltà EE, quindi mi raccomando prudenza e attrezzatura adeguata.
Con una camminata di circa 20 minuti, si raggiunge la grotta di Lourdes di Mezzocorona dove si trova la grotta della Madonna.

Dopo questa escursione in alta quota, andiamo a fare un giro per il centro e veniamo subito attratti dalla bellissima Chiesa  dedicata a Santa Maria Assunta.


A pochi chilometri di distanza, tra i fitti vigneti incontriamo il Castello di Monreale nel comune di Faedo e il paese di San Michele all'Adige, dove spicca l'antico convento agostiniano che ospita il celebre Museo degli usi e costumi della gente trentina, un salto nella storia della cultura trentina.





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L'ESPERIENZA DI VENDEMMIAMO 
 CANTINA ENDRIZZI


 

Come detto in precedenza Mezzocorona è la città del vino, è proprio in questa zona che nasce il vino più buono del Trentino: il Teroldego Rotaliano. 

Grazie all'iniziativa VendemmiAmo,  nata dalla collaborazione tra il Consorzio Turistico Piana Rotaliana Königsberg e le più importanti cantine vinicole, abbiamo avuto la possibilità di partecipare a questa esperienza interessante e divertente.

 


Ospiti della Cantina Endrizzi, nella località di Masetto 2, abbiamo conosciuto una realtà di una cantina familiare, giovane e sostenibile che lavora con passione e amore di generazione in generazione.

Oltre alla passione ovviamente, non deve mancare l'affiatamento e lo studio dei prodotti ma sopratutto credere nel territorio e negli uomini che ci lavorano.







La vista del vigneto si perde tra le colline, Andrea, responsabile della comunicazione, ci accompagna in questa passeggiata raccontandoci la storia della famiglia Endricci che risale sin dal 1885, l'etica dell'azienda e il loro metodo di lavorazione.




Dopo un giro nei sotterranei della cantina, con la supervisione di Tiziana andiamo direttamente sul campo e contribuiamo a quella che sarà la produzione 2017 del Gran Masetto, un rosso importante ed esclusivo.

 












Ciascun filare è preceduto da piante, erbe e fiori che ricordano i profumi che caratterizzano gli aromi primari di ogni tipo di uva e che poi si ritrovano nel vino. 



La giornata si conclude con una degustazione di vini e prodotti tipici nell'enoteca della cantina, e nello shop oltre all'acquisto di vini che faremo assaggiare ai nostri familiari, abbiamo preso un cestino da pic-nic con due calici di vino e i tipici schüttelbrot per goderci ulteriormente questo bellissimo posto e gli ultimi raggi di sole di questo autunno.

Dalla vigna al calice, passando per la cantina e per tutte le fasi di lavorazione, questo è VENDEMMIAMO.



Fuga d'autunno : ELCITO - CANFAITO - BRACCANO


Ottobre: tempo di castagne, zucche e funghi, mite di giorno e fresco la sera, il periodo ideale per una fuga d’autunno per lasciarsi alle spalle l'estate rovente e per ricaricarsi in vista dell'inverno.
Andiamo a Elcito, frazione di San Severino Marche, un piccolissimo borgo arroccato a 824 metri sul livello del mare alle pendici del Monte San Vicino e del Monte Canfaito.



Un borgo abbandonato che molti definiscono “paese fantasma”, non ci abita più nessuno, o meglio si contano più o meno sette persone con la residenza a Elcito.
 
Ma paese fantasma a chi? 

Elcito è viva e dobbiamo farla vivere, è ricca di storia che parla di sé sin dal medioevo, è generosa di meravigliosi panorami, è il posto ideale per le gite fuori porta della domenica, per i bivacchi degli scout, per rilassarsi e stare lontano dalla frenesia della città e ... ci tengo a precisare che di questi sette abitanti io ho avuto la fortuna di vederne uno!
 
Suggestiva, misteriosa, emblematica, quanti altri aggettivi potrei aggiungere ancora stando qui affacciata dalle mura di questo vecchio borgo, ma la mia attenzione viene rapita dal fruscio delle foglie sugli alberi e dal fischio del vento che si insinua nelle fenditure tra le pietre delle case, l’unica cosa che posso fare è rimanere in silenzio e godermi questo spettacolo.
 
Girando tra i vicoli si ha l’impressione che questo piccolo borgo stia dormendo e che non veda molte persone, molte sono le case ristrutturate rispettando le tipologie edilizie di un tempo, ma ahime la maggior parte hanno il cartello "vendesi" appeso al portone.
Certo che vivere qui non è facile, non esistono i servizi essenziali  per poterci vivere,  in verità non sono mai esistiti, gli abitanti di Elcito sono stati sempre autosufficienti sostenendosi con l’agricoltura e la coltura arborea fino allo spopolamento negli anni ’70, quando le persone hanno iniziato ad andarsene preferendo luoghi più agevoli e comodi.
Elcito gode di una posizione esclusiva da cui apprezzare un panorama invidiabile e dove è possibile assaporare un’atmosfera d’altri tempi.
Le abitazioni si concentrano perlopiù nell’unica stradina principale che porta al castello, qui è presente l'unico rifugio per i turisti che scelgono di passare la notte a pochi passi da San Severino Marche in un posto privilegiato.


Un borgo inaccessibile, inespugnabile se ci collochiamo nell’epoca medievale, l’antico castello infatti, è stato eretto a difesa dell’abbazia benedettina di S.Maria di Valfucina, ne vediamo quello che resta attraversando la vecchia porta e parte delle mura.
Disconnettetevi e passeggiate per le vie di Elcito, un borgo fuori dal tempo. 
Se siete come me insaziabile nel scoprire posti nuovi e bellezze nascoste, non fatevi prendere dalla malinconia, non è finito qui il nostro giro, ritornate sulla strada principale e proseguite in direzione Canfaito.
 
Riserva Naturale regionale del Monte San Vicino e del Monte Canfaito, la nostra prossima tappa è la faggeta di Canfaito.
Non sarà la strada tortuosa e la salita a spaventarvi, vi accorgerete di tanta bellezza appena oltrepassato il cippo con l’indicazione di entrare nel bosco.
Parcheggiate la macchina appena qualche chilometro più in là e iniziate ad immergervi in questo bosco magico, con il naso all’insù ed ammirate i maestosi faggi secolari, catturatene ogni riflesso.
 
Inutile dirlo, ma il periodo migliore per andare a Canfaito è l’autunno, dove i colori  sono i protagonisti indiscussi, le sfumature della natura sono indefinite ed infinite e la luce che c'è scalda il cuore.
In questo regno vive il Re di Canfaito, non parlo di nessuno eremita, ma parlo del più grande faggio delle Marche,  inserito fra i 300 alberi monumentali d’Italia, dovrebbe avere addirittura più di 500 anni!
Che emozione passare di qua, stare a contatto con la natura, ricaricarsi di energia positiva,  respirare la lentezza dell’autunno e catturare la magia del foliage.
   
Ora partiamo alla volta di un paesino molto particolare: Braccano.
 
A 20 minuti da Canfaito e a dieci minuti da Matelica, all’interno di una bellissima valle si trova Braccano, questo piccolo borgo è chiamato il paese dei murales.
Il motivo è presto davanti ai vostri occhi, sin dalla prima casa vi accorgerete dei numerosi disegni colorati che decorano le pareti esterne, a volte dei veri e propri capolavori!
 
Grazie alla bravura degli studenti dell’Accademia di Brera e di Macerata, dei numerosi artisti provenienti da ogni parte del mondo ed il coinvolgimento dei residenti, si è trasformato in un borgo che oggi richiama molti turisti e visitatori.

 
Possiamo fermarci al "Bar Ristoro Il Murales" per un piccolo break oppure se abbiamo a disposizione ancora un po’ di tempo proseguiamo per la città di Matelica per degustare un buon calice di vino Verdicchio di Matelica DOC e camminare tra  le vie del centro storico dove sorgono numerosi palazzi nobiliari e chiese che conservano preziose opere d’arte.

10 cose da non perdere nelle MARCHE

L'unica regione al plurale, l'unica ad avere tutti i tipi di paesaggi in soli 9.694 km² di superficie, chiamata l'Italia in miniatura o meglio l'Italia in una regione, come cita lo slogan, sto parlando della mia regione : LE MARCHE!

Le terre dell'infinito che hanno ispirato le poesie di Leopardi, le colline dove non c'è un pollice di terra inutile come sostiene Montaigne, e scenario della storia d'amore di Paolo e Francesca nella Divina Commedia!

Scrivo questo post per ricordarmi che non è poi così male  vivere in una regione dove sei ad un passo da tutto, sia dal mare che dalla montagna, e che a volte si sottovaluta il posto da dove veniamo, più mi guardo intorno e più ne vado orgogliosa!

A volte, non serve andare dall'altra parte del mondo, basta mettere il naso fuori dalla finestra di casa per rimanere a bocca aperta!


Ho stimolato la vostra immaginazione?
Avete voglia di venire nella mia regione?
Non vi resta che programmare un bel giretto nelle Marche, non tralasciando però queste 10 cose, che secondo me, sono assolutissimamente da vedere!



Per avere una visione a 360° gradi delle Marche iniziate il vostro tour dal borgo di Cingoli, chiamato per l'appunto  il Balcone delle Marche.
Qui potrete ammirare la diversità dei paesaggi e le sue mille sfaccettature:  il mare Adriatico all'orizzonte con il promontorio del Conero,  i Sibillini alle vostre spalle e le colline dalle forme sinuose ognuna dal colore diverso, e infine il blu del lago di Castreccioni con la sua diga proprio sotto di voi.

Foto da Wikipedia

1. CORINALDO: il Borgo più bello d'Italia
Ci sarà pur un motivo se viene considerato uno dei Borghi più belli d'Italia, non vi resta che perdervi per i vicoli di Corinaldo, scendendo le cento scale, camminando sotto i landroni e percorrendo il giro di ronda delle mura, del tutto ancora perfettamente intatte.
Non dimenticate di fare una foto ricordo sul pozzo della polenta, e nella facciata della casa incompiuta di un matto di Corinaldo: Scuretto!
A cinque minuti di auto dal borgo visitate la casa natale di S. Maria Goretti, diventata Santa dopo che nel letto di morte perdonò il suo assassino.


2. ANCONA: una passeggiata dal molo al passetto

Come tralasciare il capoluogo di regione, una città che è l'orgoglio di noi marchigiani!
Vivete la città con una passeggiata partendo dal porto della città, iniziando dal Molo  Nord con l'Arco di Traiano, dove è ben visibile il maestoso Duomo di San Ciriaco che svetta nel promontorio, uno dei simboli di Ancona.
Proseguite poi verso il centro, dove a sinistra avrete la bellissima facciata neoclassica del Teatro delle Muse e a destra la Chiesa di Santa Maria delle Scale.
Prendete la prima strada a sinistra fino ad arrivare ad una piazza molto grande e accogliente, chiamata infatti il salone della citta, questa piazza si chiama Piazza del Plebiscito, meglio conosciuta dagli anconetani come Piazza del Papa, posto di ritrovo nel fine settimana dei giovani.
Date uno sguardo alle vetrine dei negozi sparsi per il Corso "vecchio" o Corso Mazzini fino ad arrivare alla fontana delle tredici cannelle e poco più in là la fontana dei cavalli in Piazza Roma.
Stufi dei negozi?
Perché non fate una sosta al Mercato delle Erbe, riconoscerete subito questa struttura dalla facciata in stile liberty con un grosso orologio, qui potrete gustare ottimi prodotti locali di frutta e verdura a Km 0 e perché no anche del buon pescato di giornata del nostro mar Adriatico.
Svoltando a destra vi troverete  nel Corso Nuovo o Corso Garibaldi, fermatevi a prendere un caffè nel famoso bar della Tazza d'oro, e buttando un occhio in cima alla strada vedrete da lontano una statua di un signore, un signore particolare: il conte Camillo Benso di Cavour che dà il nome alla piazza.
Passata la piazza, abitata da numerosi piccioni,  avrete davanti a voi il Palazzo del Municipio e un lungo viale alberato: il Viale della Vittoria che è la passeggiata più amata dagli abitanti.
Dopo una decina di minuti arriverete alla pineta del Passetto, ammirate il panorama verso il mare e se non vi accontentate scendete per la scalinata che vi porterà a toccare le acque dell'Adriatico.
3. URBINO: capitale della cultura

Da non perdere è una visita alla bellissima città universitaria di Urbino, un piccolo gioiello rinascimentale nel Montefeltro, che ha concorso per il titolo come capitale della cultura 2019, da cui ne è rimasta esclusa insieme ad altre perle italiane; comunque sia per me e credo per molti altri marchigiani rimane e rimarrà la nostra capitale della cultura.
Girate per le vie del centro storico, dichiarato Patrimonio dell'Umanità UNESCO, il Duomo, la Casa di Raffaello, ma soprattutto concedetevi del tempo per visitare il Palazzo Ducale con al suo interno la Galleria Nazione delle Marche dove potrete ammirare tantissime opere come La Flagellazione di Piero della Francesca, La Città ideale, lo studiolo con la “Galleria degli uomini illustri” di Giusto di Gand e Pedro Berruguete, Tiziano, Paolo Uccello, Raffaello.


4. TREKKING alle LAME ROSSE: il nostro piccolo Grand Canyon

Ero molto combattuta nello scegliere tra le Lame Rosse e il Lago di Pilato, ma aimè quest'ultimo mi manca, anche se penso che sia straordinario, ho preferito quindi scegliere di inserire nella lista le Lame Rosse nella località di Fiastra.
Si parte dalla diga di Fiastra e attraverso un sentiero (ben indicato) di due ore e mezzo vi condurrà nel nostro piccolo Grand Canyon, un paesaggio insolito che vi lascerà stupiti.
Che aspettate? Zaino e scarpe da trekking, il percorso non è difficile, anzi è molto piacevole camminare  all'ombra del bosco, fino ad arrivare ad una salita che segnerà la fine dell'escursione!

5. ASCOLI PICENO: un caffè nella piazza più bella d'Italia

La città delle cento torri batte nel cuore delle Marche con la Piazza più bella dell'Italia : Piazza del Popolo.
La Piazza racchiude gli edifici più importanti della città come la Chiesa di San Francesco, il Palazzo dei Capitani e il famoso Caffè Meletti.
Proprio qui, in questo caffè che è diventato un istituzione dal 1907 e tappa obbligata per i turisti, vi consiglio di prendere un caffè o assaggiare l'Anisetta Meletti in totale relax.
Se amate l'arte dedicate un ora del vostro tempo alla visita della Pinacoteca che si trova nel secondo piano dell Palazzo del Municipio in Piazza Arringo, dove troverete una ricca collezione di bellissime opere di Tiziano, Tintoretto, Guido Reni, Crivelli e tanti altri.
Se l'arte non vi interessa (peccato) lasciatevi trasportare dal trenino turistico, che vi porterà a scoprire la città percorrendo le viuzze del centro storico.


6. SPIAGGIA DELLE DUE SORELLE: un angolo di paradiso

Meta indiscussa per i vacanzieri è la Riviera del Conero, e la sua perla si chiama Spiaggia delle Due Sorelle.
Una spiaggia paradisiaca raggiungibile con la barca oppure da un sentiero abbastanza impegnativo (Passo del Lupo), chiamata così perché i due faraglioni che affiorano dal mare assomigliano a due suore raccolte in preghiera.
Prendete la barca dal porto di Numana e rilassatevi lontano da tutto nella spiaggia bianca di ciottoli.

7. GROTTE DI FRASASSI: al centro della terra!

Scendere al centro della terra, perché no?!
Le grotte di Frasassi sono un enorme complesso ipogeo nel cuore del Parco regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e sono un ottima idea per un gita fuori porta di una giornata.
Prenotate una visita guidata per il percorso turistico e sarete catapultati in un altro mondo!
Un mondo fatto di stalattiti e stalagmiti, di scenari inimmaginabili iniziando dall'Abisso Ancona, la grotta più grande che può contenere per dimensioni il Duomo di Milano, per poi passare alla Sala del 200, il Grand Canyon, la Sala dell'Orsa, la Sala Pagliai e la Sala dell'Infinito.
Per i più avventurosi, c'è il percorsi blu di media difficoltà e il percorso rosso, adatto agli speleologi.   

8. SENIGALLIA:una serata a ritmo del Rockabilly

Una rotonda sul mare...così citava la canzone di Fred Bongusto, sarà stato inspirato dalla nostra Rotonda?
Non si sa, ma sicuramente è l'attrazione più conosciuta di Senigallia, struttura a forma di conchiglia che si trova nel mare, collegata con la terra ferma tramite un lungo ponte bianco, oggi è un polo multifunzionale per arte, cultura e musica.
Vale una visita il suo centro storico con l'imponente Rocca Rovesca, il Palazzo del Duca, il foro annonario e gli antichi portici lungo il fiume Misa.
Meta turistica di molti vacanzieri, Senigallia in estate si anima e diventa una piccola Rimini marchigiana, con il suo lungomare ricco di locali e ristoranti,  e la sua spiaggia detta spiaggia di velluto, moltissimi turisti vengono però in occasione di un evento in particolare che si svolge a cavallo tra Luglio e Agosto.
Sto parlando del Summer Jamboree, chi non conosce questa manifestazione?
Da ben 14 anni Senigallia accoglie migliaia di amanti degli anni '40/'50, della musica e da tutto quello che è vintage!
Non vi resta che programmare una serata di baldoria, di pura follia rispolverando i vestiti della vostra mamma e scatenatenandovi in pista a ritmo di rock'n' roll!

9. LORETO: il nostro cupolone

La città di Loreto è la meta di pellegrinaggio per eccellenza, ma badate bene questo non vuol dire che chi va a Loreto va solo a pregare, è molta frequentata anche dagli amanti dell'arte, perché qui vi hanno lavorato numerosi artisti come Baccio Pontelli, Andrea Sansovino, Giuliano da Sangallo, Luca Signorelli, il Pomarancio, Luigi Vanvitelli, Melozzo da Forlì.
Riconoscerete da lontano questa città, perché inconfondibile è la sua cupola che sovrasta la collina, quella è la Basilica della Santa Casa, un mix tra una chiesa e una fortezza, proprio sotto la cupola sono posti i resti della Santa Casa di Nazaret, dove, secondo la tradizione devozionale, la Vergine Maria ricevette l'Annunciazione.
All'interno della Basilica si possono ammirare tantissime opere,  come anche nella Pinacoteca nel Palazzo Apostolico,  da non perdere è l'interessante cammino di ronda coperto susseguito da tantissime finestre utilizzate all'epoca come punto di difesa.
Prima di andare via, fermatevi un attimo per scrutare il bellissimo panorama dal Piazzale Giovanni Paolo II su tutto il versante del Conero!

10. TOUR ENOGASTRONOMICO: perché "a noi ce piace magnà" !

Chi viene nelle Marche è consapevole che a noi ce piace magnà, detta proprio  nel nostro dialetto e come canta Renzo Arbore.
Siamo delle buone forchette e dei bevitori doc, e consigliarvi un posto anziché un altro è veramente difficile, vi garantisco che da qualsiasi parte della regione capitate ne rimarrete soddisfatti!
La regione offre una varietà di pietanze caserecce, con ricette prese dalle nostre nonne, tramandate fino ad arrivare nelle nostre tavole.
Piatti di pesce come il brodetto, lo stocafisso all'anconetana, salumi tipici come il rinomato prosciutto di Carpegna, il salame di Fabriano, il ciauscolo e un'infinità di formaggi da quello di fossa, al pecorino e alla caciotta di Urbino.
E poi abbiamo la lenticchia, i tartufi di Acqualagna, le olive all'ascolana, i vincisgrassi e tantissime altre bontà!
Ampia scelta dei vini DOC tutti made in Marche, i bianchi come il Verdicchio dei Castelli di Jesi, il Falerio dei Colli Ascolani, il Bianchello del Metauro, per poi passare ai rossi come il Rosso Conero, il Rosso Piceno, la Lacrima di Morro d'Alba, il Sangiovese dei Colli Pesaresi.
Sono solo alcune dei nomi delle tante cantine sparse per le terre marchigiane!



Ecco la mia lista, che ne pensate?
E' stato veramente difficile scegliere tra tante bellezze artistiche, culturali e naturali!
Ora tocca a voi, cosa mettete nella vostra lista delle 10 cose da non perdere nelle Marche?